Salone nautico di Genova 2019


Pare che l’edizione del 2019 del Salone Nautico Internazionale di Genova (19-24 settembre) sia già un successo.
 Al punto che, ad oggi, l’organizzazione si ritrova a dover gestire il surplus di richieste a fronte dello spazio disponibile. Genova tornerà ad essere la vera “città della nautica” in grado di valorizzare quello che è già la fiera di settore più grande del Mediterraneo? Una sola certezza: la crisi, quella che dal 2008 colpì fortemente il mercato nautico, è – per fortuna – soltanto un ricordo.

“La macchina organizzativa del Salone Nautico è in anticipo del 26% rispetto allo scorso, un dato che conferma che le aziende hanno già programmato dallo scorso anno la partecipazione al Nautico, piattaforma irrinunciabile per lo sviluppo del business”, dichiara Alessandro Campagna, Direttore Commerciale del Salone Nautico, in occasione della presentazione milanese della kermesse .“Possiamo dire di essere già arrivati al 100% del target prefissato”.

Il denominatore comune dell’edizione 2019 del Salone Nautico è rappresentato dalla richiesta di maggior spazio espositivo: nel panorama di yacht e superyacht assistiamo ad un incremento del 28%, con una tendenza maggiore su open e fly; aumenta del 48% la domanda per la vela, sia per quanto riguarda gli entry level sia sul top di gamma, la cui dimensione aumenta ancora (fino a 70/80 piedi).

Cresce del 73% la richiesta nel settore dei fuoribordo, dato che rispecchia le ottime performance di questo comparto. Le richieste del mondo degli accessori crescono, anch’esse, del 35%. Nell’insieme il 48% di questo incremento proviene dall’estero.

“In termini di brand esposti, ad oggi possiamo crescere solamente del 3%”, continua Campagna, “abbiamo già dovuto individuare nuove soluzioni tecniche per far fronte all’aumento delle richieste, dall’estensione dei pontili, all’ottimizzazione di alcune aree all’aperto”. Resta ferma l’intenzione, per il futuro (non per questa edizione), del recupero del padiglione S (ex-palasport) e si è parlato anche dell’ipotesi futura relativa al coinvolgimento del Porto Antico come spazio “dentro la città”.

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